sabato 3 dicembre 2016

Rotolando...ancora più a sud!

Cari lettori,

sono finalmente arrivate le tanto desiderate ferie e domani mattina all'alba io e Renato imbarcheremo in una nuova avventura.

Vecchia guida che conserva tanti bei ricordi e tanti luoghi ancora da scoprire...
Rotoleremo di nuovo verso sud, stavolta con destinazione finale lo stato del Rio Grande do Sul, di cui tanto avete letto qui sul blog grazie ai racconti impeccabili e coinvolgenti di Giovani. E la parte più entusiasmante di questo nuovo viaggio sarà proprio conoscere finalmente il mio collaboratore, perché io e Giovani non ci siamo ancora mai incontrati di persona. 

C'è spazio per tutto e tutti!

Packing up!

Il mio kayak che ha già girato il mondo...
Provviste di viaggio...
Partiremo in macchina da Vilhena e percorreremo un totale di circa 7000 km (!!!). L'obiettivo è quello di utilizzare al massimo aree camping, quindi di dormire in tenda e cucinare con il mio nuovissimo fornello da campo.


Prima tappa sarà Chapada dos Guimarães, regione di altopiani, canyons e cascate situata a poco più di 800 metri di altitudine, a circa 60 km da Cuiabá, capitale dello stato del Mato Grosso. Il tragitto sarà di 819 km. Qui abbiamo in programma un'intera giornata di escursioni con una guida locale.
Foto: Google
La seconda tappa del viaggio sarà Bonito, cittadina turistica situata nello stato del Mato Grosso do Sul, a circa 300 km da Campo Grande, capitale dello stato, per una distanza complessiva di 843 km. Qui avremo due giorni interi di escursioni con guida locale, alla scoperta di cascate e grotte; faremo inoltre 3 ore di fluttuazione lungo il fiume, trasportati dalla sola corrente, per ammirare da vicino la flora e la fauna esuberante dei fondali con maschera, boccaglio e fotocamera subacquea.

Foto: Google
Terza tappa sarà invece Foz do Iguaçu, già nello stato del Paraná, distante 756 km da Bonito. Qui si trovano le cascate famose in tutto il mondo per la loro straordinaria bellezza. La cittadina si trova a ridosso della Triplice Frontiera tra Brasile, Argentina e Paraguay. Oltre a visitare il parco naturale e le cascate, probabilmente faremo "un salto" anche nei due paesi vicini (si tratta di attraversare un ponte!): l'idea di avere due nuovi timbri sul passaporto mi alletta, lo ammetto.

Foto: Google
Quarta tappa sarà (finalmente) Caxias do Sul, nello stato del Rio Grande do Sul, dove vive Giovani insieme alla moglie Andréia, per una distanza di circa 840 km. Resteremo 5 o 6 giorni nella Serra Gaucha (così si chiama questa regione montagnosa, più fredda e molto europea del Rio Grande do Sul). Avendo come base la casa di Giovani (che ringrazio di cuore per l'ospitalità dimostrata), conosceremo i vigneti di Bento Gonçalves e Garibaldi, nonché le cittadine vicine di Gramado, Canela e Nova Petrópolis, tutti luoghi in cui l'immigrazione europea si fa sentire, soprattutto a livello architettonico, linguistico e culinario!

Foto: Google
Quinta tappa sarà la capitale dello stato del Rio Grande do Sul, Porto Alegre, ad appena 120 km di distanza da Caxias. Saremo solo di passaggio qui, giusto una giornata per conoscere il quartiere Cidade Baixa (il più antico e boemio), qualche parco, il lago Guaíba e, chissà, provare la birra artigianale della regione.

Foto: Google
Risaliremo quindi verso il nord dello stato, fino a Cambará do Sul, regione famosa per i suoi canyons, già al confine con lo stato di Santa Catarina e distante 250 km da Porto Alegre. Qui resteremo due giorni per conoscere i due canyon principali, Itaimbezinho e Fortaleza. Con la speranza che le condizioni climatiche ci assistano!

Foto: Google
L'ultima tappa del nostro viaggio sarà Florianopolis (meglio conosciuta come Floripa), capitale dello stato di Santa Catarina, città situata sulla costa, a 400 km da Cambará do Sul. Un po' di spiaggia e mare non potevano mancare! Ma sarà una tappa molto breve, ahimè.

Foto: Google
Da Florianopolis torneremo sui nostri passi, in direzione di Vilhena, fermandoci solo per dormire a Londrina, Campo Grande e Cuiabá. Al solo pensiero già mi sento stanca! Il ritorno è previsto subito dopo il Natale, intorno al 26 o 27 dicembre. Seguiranno i post dettagliati su tutte le tappe menzionate. Le foto sono, per ora, tratte da Google Immagini.

Ieri sera, durante l'ultima lezione a scuola con i due studenti serali, sono già entrata in clima gaúcho. Ho infatti avuto il piacere di provare un vero chimarrão preparato da un gaúcho doc, il mio alunno Renan che, ovviamente, ringrazio per il gesto d'affetto verso la teacher gringa!






Arrivederci al prossimo post!!!


mercoledì 30 novembre 2016

Cognome materno (finalmente) anche in Italia?

Cari lettori,

lo scorso martedì 8 novembre, la Corte Costituzionale italiana è intervenuta per la terza volta in 18 anni sul tema "doppio cognome", ossia sulla possibilità di attribuire ai figli sia il cognome paterno che quello materno.
Foto: Fotolia/Il Sole 24 Ore
Retaggio di una concezione patriarcale della famiglia italiana, l'automatica attribuzione del solo cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori(norma che deriva dal diritto latino) è stata dichiarata ancora una volta incostituzionale perché viola l'uguaglianza tra uomo e donna.

La sentenza della Corte Costituzionale arriva in seguito alla richiesta di una coppia italo-brasiliana residente a Genova, alla quale l’anagrafe aveva negato la possibilità di chiamare il proprio bambino sia con il cognome della mamma sia con quello del papà. 

La coppia italo-brasiliana residente a Genova (Foto: Il Sole 24 Ore)
Il dettaglio interessante è che il figlio della coppia, in possesso di doppia cittadinanza, risultava già registrato all'anagrafe brasiliana con il doppio cognome, ma in Italia ha potuto mantenere il solo cognome paterno. Per consuetudine, o semplicemente perché toccare il cognome paterno nel nostro paese di fatto resta ancora un tabù, viene visto dai più quasi come un attentato alla famiglia. Cosa che non è, ovviamente.

In Brasile è normale avere sia il cognome materno che quello paterno
Ricordiamo, infatti, che nel nostro codice civile non esiste alcuna legge che obblighi i genitori a chiamare i figli con il solo cognome del padre o che vieti di fare il contrario. L'attribuzione automatica del solo cognome paterno deriva dall'interpretazione di alcune leggi e decreti legati al tema della famiglia. 

A dire il vero, in Italia esista già da due anni un disegno di legge che prevede il diritto dei genitori a scegliere il cognome che preferiscono per i figli. Si tratta però di una norma che, approvata alla Camera nel settembre 2014, è ancora ferma al Senato

Questo disegno di legge era arrivato in seguito alla sentenza del 2014 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che aveva condannato il nostro Paese per aver violato i diritti di una coppia di coniugi milanesi che volevano dare alla figlia anche il cognome della madre. 

In quell’occasione, i giudici di Strasburgo avevano obbligato l’Italia ad adottare riforme per eliminare l’attribuzione automatica del cognome paterno che, secondo loro, non era compatibile con il principio di uguaglianza previsto sia dalla Costituzione Italiana sia dalla Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Uomo.

Ora, dopo questa sentenza della Corte Costituzionale che impone al Parlamento di sanare la palese incostituzionalità della situazione attuale, c'è l'impegno del presidente della Commissione Giustizia (a cui la proposta è stata assegnata) di inserirla in calendario per la fine dell'anno corrente o per l'inizio del prossimo. 

Sono molte, infatti, le coppie miste, soprattutto sudamericane, che si trovano ad affrontare questa questione così spinosa. Se io e Renato decidessimo di avere un figlio, io non potrei dare anche il mio cognome, quando qui in Brasile è la norma.

Per ora, quindi, le coppie che volessere mettere ai propri figli entrambi i cognomi dovranno continuare a rivolgersi ai Tribunali ed armarsi di tanta pazienza. La cosa positiva però è che, visto il precedente di questa sentenza, la richiesta non potrà più essere negata. 

Per approfondimenti, potete leggere qui il progetto di legge originario datato 1989 (!!!), mentre trovate qui il testo del disegno di legge presentato nel 2014, approvato dalla Camera ma ancora fermo al Senato.


Arrivederci al prossimo post!!!


sabato 26 novembre 2016

Chiusura della stagione di pesca in Rondônia

Cari lettori,

attraverso il decreto n. 308 del 2016, emesso dalla Segreteria di Sviluppo Ambientale dello stato di Rondônia (SEDAM), viene proibita la pratica della pesca amatoriale e professionista di tutte le specie di pesci che vivono nei fiumi e nei loro affluenti all'interno dello stato di Rondônia.

Il periodo di chiusura della stagione di pesca in Rondônia è iniziato ufficialmente lo scorso 15 novembre e si estenderà fino al 15 marzo del prossimo anno.

Rio Guaporé, Rondônia
Secondo la responsabile della SEDAM, Marli Lustosa Nogueira, sarà ammessa la pesca di un massimo di cinque chili di pesce al giorno per le famiglie delle comunità fluviali, per le quali la pesca rappresenta l'unico mezzo di sussistenza. In questo caso la pesca dovrà essere realizzata secondo la normativa vigente, ed è proibita la vendita del pesce pescato.

Comunità fluviali - Rio Amazonas, Brasil, 2010
Quindi, durante i prossimi 120 giorni, sarà proibita la pesca di qualsiasi specie nello stato di Rondônia, e, nel periodo di divieto di pesca, i pescatori professionisti riceveranno mensilmente dal Governo Federale un "seguro defeso", ovvero un sussidio del valore di un salario minimo (quest'anno un salario minimo in Brasile corrisponde a 880,00 reais).

Ricordiamo che la chiusura della stagione della pesca viene effettuata durante la cosidetta "piracema", ossia nel periodo in cui i pesci risalgono i fiumi nuotando controcorrente per riprodursi. L'attività di pesca in questo momento dell'anno causerebbe una forte diminuzione della quantità di pesce presente all'interno dei nostri fiumi.

I trasgressori saranno puniti con multe che variano da 700,00 reais fino a 100.000,00 reais (in caso di pesca con mezzi vietati) e il sequestro del pescato. Dovranno inoltre rispondere penalmente per crimine ambientale. L'organo di controllo durante il periodo di chiusura della pesca è la Polizia  Militare Ambientale.


Arrivederci al prossimo post!!!