domenica 4 marzo 2012

I primi sei mesi brasiliani

Cari lettori,

era il giorno 8 di settembre 2011 quando sono sbarcata a Vilhena, con la speranza di una vita migliore, con tanti sogni ma anche tanti timori. Sono passati già sei mesi ed eccomi quindi a fare un primo bilancio della nuova vita oltreoceano, in un paese tanto lontano e anche tanto diverso dalla terra in cui sono nata.


Di sicuro il bilancio generale è più che positivo, sono riuscita a fare in poco tempo tante cose, con pochi soldi ma tanta energia; io e Renato stiamo bene e siamo sereni.

Vorrei per prima cosa condividere con voi tutti i punti a favore del Brasile:

  • Ho un tetto sulla testa tutto mio, non pago affitto, non ho un mutuo e, in breve, avrò una bella casa grande con giardino e dependance, in un quartiere nuovo, tranquillo e con una bella piazza piena di piante e una palestra all'aperto, vicino all'aeroporto e che ospita un campus universitario. Avrò anche tre appartamenti da affittare e un locale commerciale in cui vorremmo aprire un forno-caffetteria. Renato ha anche una fattoria con un piccolo fiume che passa dentro, nella cittadina dove vive Noemio (mio suocero), Santa Luzia d'Oeste.
  • Vivo in una città tutto sommato tranquilla e circondata dal verde, pianeggiante e con un clima ameno (a parte le piogge!).
  • La gente qui è davvero molto ospitale, molto più semplice e genuina (come piace a me!): non mi sento affatto straniera.
  • A febbraio ho iniziato a lavorare come insegnante di inglese e il 17 di marzo inizierò anche un corso di italiano. L'ambiente di lavoro è dinamico e molto piacevole, ho un contratto regolare senza termine e c'è spazio per crescere e contribuire a migliorare le cose. Per la prima volta vado a lavorare con piacere, anche se mi stanco parecchio e la scuola dista quasi 10 chilometri da casa. In Italia, non sono mai riuscita a mettere piede in una scuola di lingue, solo perché non ho una laurea in lettere; qui mi hanno semplicemente fatto fare un test scritto e una intervista orale in inglese con la coordinatrice pedagogica che parla inglese perfetto e fluente...E poi dicono che è il terzo mondo!!!
  • Renato, per ora, segue i lavori come capocantiere (i muratori lasciati soli fanno cose impensabili, credetemi!), ma ha fatto molti colloqui. Qui il lavoro sembra non mancare ed è molto semplice avviare un' attività in proprio.
  • Il cibo brasiliano mi piace tantissimo, anche se ogni tanto faccio una lasagna rivisitata, giusto per non dimenticare le origini. La frutta amazzonica (mamao papaya, maracujà, banane, cocco, acerola, graviola ecc.) è buonissima!
  • Vivo in area amazzonica, ciò significa dover tollerare qualche mese di pioggia intensa ma significa anche essere circondati da posti incantevoli, dalla foresta amazzonica vergine e tanti uccelli dai colori incredibili. Siamo al confine col Mato Grosso dove inizia il Pantanal, la capitale di Rondonia, Porto Velho, è un ottimo punto di partenza per visitare lo stato Amazonas magari via fiume, e basta uscire dal perimetro urbano di Vilhena per apprezzare scenari da sogno, fazendas, fiumi enormi, flora e fauna a volontà, cascate e foreste allagate.
  • Vilhena ha un aeroporto, cosa che contribuisce ad accorciare le distanze che qui sono notevoli.
  • La città è quasi tutta asfaltata, sono poche le aree urbane di terra e il comune ha già in bilancio, per il 2012, l'asfalto per queste zone. Stanno costruendo molte piazze nuove e le piste ciclabili. Il comune sta organizzando sempre più eventi sparsi per la città (concerti, pedalate e maratone ecc).
  • L'area sociale funziona molto bene, il comune sta facendo tanto per le famiglie più bisognose e carenti, così come il governo federale (ad esempio il progetto Minha Casa, Minha Vida, la Bolsa Familia, la riduzione delle bollette per le fasce più deboli e via dicendo).
  • I posti di lavoro aumentano di mese in mese, anche se qui il mercato di lavoro è un po' ristretto ad alcune aree.
  • La televisione brasiliana più conosciuta, la Globo, è eccellente. La programmazione è di qualità e trasmettono tanti film nuovi, a differenza della RAI che è antiquata e inutile, a parte Ballarò!

Ed ora, gli aspetti negativi di Vilhena e, in generale, del Brasile:

  • La qualità delle scuole pubbliche e degli insegnanti statali lascia molto a desiderare. Ci sono alcune scuole che si distaccano un po', ma in generale mi sembra che siano ancora carenti. La differenza tra gli studenti delle scuole pubbliche e private è enorme. C'è molto da fare ancora in questa area.
  • Le chiese locali non mi piacciono affatto, sono degli stanzoni enormi con le sedie. Soprattutto le chiese evangeliche, chiedono soldi ai fedeli in continuazione, lo trovo disgustoso! Chiese come le nostre sono rare, ma quando ci sono sono molto belle (ad esempio in Minas Gerais e nelle città coloniali).
  • Quando piove piove molto e bisogna passare per strade di terra è molto brutto, ma le zone urbane senza asfalto sono davvero poche.
  • Fare la spesa o comprare vestiti e scarpe è molto più caro che in Europa, quindi bisogna organizzarsi per non spendere troppo.
  • L'ADSL ancora non raggiunge tutte le zone della città, nel nostro quartiere ad esempio. Ma a breve arriverà anche qui.
  • I biglietti aerei costano tanto, anche perché le distanze sono enormi.
  • Infrastrutture e trasporti pubblici devono essere migliorati, ma alcune capitali già hanno la metropolitana e gli autobus funzionano bene. Nelle città minori la cultura dei trasporti pubblici ancora fa fatica a diffondersi, come qui a Vilhena, dove c'è solo un bus che passa per la città, ma è piccolino e passa poco spesso. Serve investire di più per migliorare le strade di collegamento tra i vari stati, troppo spesso abbandonate, rovinate e pericolose.

Quanto al sistema sanitario (SUS), non so ancora esprimere un'opinione, perché non ho avuto bisogno fino ad oggi per fortuna. Ma a breve dovrò fare delle analisi e comprare dei farmaci, quindi tornerò sull'argomento con qualche informazione in più.

Arrivederci al prossimo post!!!