giovedì 7 settembre 2017

Le nostre ferie invernali: Buenos Aires (Argentina) - Parte III

Cari lettori,

il nostro terzo giorno a Buenos Aires lo abbiamo dedicato ad altri due bellissimi quartieri, ovvero Recoleta e Palermo.


Di buon mattino e, come sempre, a piedi, abbiamo percorso nuovamente l'Avenida de Mayo e quindi Calle Florida fino a Plaza San Martín, dove si trova un grande parco ed un monumentale orologio inglese.

Calle Florida
 








Plaza San Martín






Orologio Inglese
Dalla piazza abbiamo costeggiato la Estación Retiro percorrendo Avenida del Libertador fino alla nostra prima tappa, il Cementerio de la Recoleta, dove si trova la tomba di Evita Perón. Un percorso di circa 4 km totali.





Cimitero di Recoleta
 







Alla ricerca della tomba di Evita...
 


Il funerale di un italiano...
 






Tomba di Evita Perón








Cappelle abbandonate un po' ovunque...
 



Lasciato il cimitero alle nostre spalle, abbiamo attraversato la strada in direzione del parco Plaza de las Naciones Unidas, situato a sinistra della Facoltà di Giurisprudenza e dove si può ammirare la stupenda Floralis Genérica, una scultura metallica, opera dell'architetto argentino Eduardo Catalano, che è diventata uno dei siboli della città di Buenos Aires. 


Facoltà di Giurisprudenza
Floralis Genérica
 





Il fiore gigante è di acciaio inossidabile con scheletro di alluminio, pesa 18 tonnellate e raggiunge i 23 metri di altezza. Caratteristica peculiare della scultura è che contiene un sistema elettrico collegato a fotosensori, che permette ai petali di aprirsi con la luce del giorno e chiudersi al tramonto. Una scultura in movimento,  insomma. 



Sul lato destro della Facoltà di Giurisprudenza è possibile entrare in un altro parco, il Parque Carlos Thays, che conserva una bella statua in bronzo del famoso artista colombiano Fernando Botero, chiamata Torso Masculino Desnudo che, come dice il nome, rappresenta il torso di un uomo nudo.

Parque Carlos Thays
Torso Masculino Desnudo di Botero


Dopo una perfetta pausa pranzo presso il ristorante El Sanjuanino, in cui io ho provato delle ottime empanadas al forno (a quanto si dice le migliori del quartiere) mentre Renato ha continuato con le carni, ci siamo incamminati in direzione del quartiere Palermo e il Jardín Japonés (circa 3 km di distanza).
Restaurante El Sanjuanino
 






Bife de Chorizo per Renato



Costruito nel 1967, con l'obiettivo di diffondere la cultura giaponese nel mondo, il Giardino Giapponese di Buenos Aires è il più grande di questo tipo al di fuori dal Giappone ed è amministrato dalla Fundación Cultural Argentino Japonesa. Il giardino è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 (inclusi i giorni festivi) ed il costo dell'entrata normale è di 95 pesos. 


Ingresso del Giardino Giapponese
Il Torii è il tradizionale portale d'accesso giapponese che porta ad un'area sacra 















Una zattera...
Camelie anche qui come a Velletri!





Sala per la cerimonia del tè

Dolcetti giapponesi e bigliettini della fortuna...
 



Incontro di sguardi...
 



La carpa Koi è una carpa giapponese, varietà ornamentale della carpa comune di vari colori

Magnolia giapponese
 










Dal Giardino Giapponese abbiamo preso un taxi fino all'Avenida de Mayo, dove ci aspettava finalmente una tappa al Café Tortoni, per una merenda pomeridiana a base di cioccolato caldo con churros e flan.

Churros e flan...

Cioccolato caldo...




  

Arrivederci al prossimo post!!!