domenica 9 ottobre 2016

Visita del ministro Boschi a Porto Alegre

Cari lettori,


lo scorso 28 settembre sono stato a Porto Alegre con i miei colleghi dell'Associazione Piccola Italia per partecipare ad un evento molto importante per l'italianità in Brasile. 

Ci ha visitato il Ministro per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi. Era dal 1958 che mancava dal nostro stato (Rio Grande do Sul) un rappresentante del governo italiano, quando l'allora presidente Giovanni Gronchi venne a visitarci.

Insieme alla Boschi c'erano anche l'ambasciatore italiano in Brasile Antonio Bernardini e il console generale d'Italia a Porto Alegre Nicola Occhipinti.




Il discorso del ministro Boschi è iniziato raccontando l'emigrazione italiana in Brasile e l'importanza del popolo brasiliano in terra brasiliana.

"Lo ricordava l’ambasciatore, sono 141 anni di presenza italiana qui... 141 anni che si vedono... si vedono perché il popolo italiano e il popolo brasiliano si sono mescolati. Hanno mescolato i loro destini. Se pensiamo che gli italiani, a cominciare da Garibaldi ,hanno combattuto accanto ai brasiliani per gli stessi valori di indipendenza, di libertà. Hanno condiviso molto più che il lavoro e la quotidianità. Abbiamo condiviso gli ideali, i valori, i sogni per un paese che avete contribuito a costruire. E io credo che ci siano molte mani italiane che hanno costruito strade, che hanno costruito città".

Poi è passata alla sfida del suo governo, la preoccupazione di creare nuovi posti di lavoro, di far pagare meno tasse ai cittadini e di diminuire il costo della politica. 


Alla fine è arrivata all'argomento che tutti aspettavano, la riforma constituzionale e il referendum del 4 dicembre.

"Tutti i cittadini, tutti noi decideremo insieme. Io credo che ciascuno di voi si formerà la propria idea su come votare al referendum".

Boschi ha sottolineato la riduzione del numero di parlamentari (circa un terzo in meno) ed anche come il potere del governo non cambi con questo nuovo modello proposto.

"I cittadini sceglieranno: Sì o No. Voi sceglierete, noi sceglieremo tutti insieme".

Il suo obiettivo sicuramente è far sì che i 50.000 gaúchos che hanno la doppia cittadinanza (brasiliana e italiana) e che hanno la possibilità di votare, votino. Siccome non è obbligatorio il voto all'estero, non tutti lo fanno.  


Poi ha concluso il suo discorso così:


"Io spero che tutti gli italiani, dovunque vivano, sentano questa scelta come una scelta importante, non per questo governo, non per un partito, ma per il futuro del paese e l'affrontino con questa responsabilità. È una scelta che riguarda i nostri figli, riguarda i nostri nipoti ed è una scelta che richiede coraggio, molto coraggio perché cambiare è una sfida. Lo so che voi avete il coraggio. Siete abituati alle sfide. Avete attraversato un oceano. Avete ricominciato in una nuova terra con una nuova lingua, con delle nuove opportunità. Il cambiamento richiede questo coraggio. L'unico rischio che c'è per non poter realizzare un cambiamento, per non poter realizzare un sogno è la paura di fallire. Noi abbiamo deciso invece di non aver questa paura, di fare una proposta ai cittadini e i cittadini decideranno insieme. Questa è la bellezza di questo cambiamento che possiamo realizzare. Io sono convinta che a voi spetti la scelta, che insieme possiamo decidere di aprire una nuova strada nel nostro paese, di dare all'Italia un sistema più moderno, più semplice per affrontare le sfide che ancora ci aspettano. La fatica del lavoro che ancora abbiamo davanti, che dobbiamo fare. Ma insieme... insieme ci possiamo riuscire. Questa è la bellezza della sfida".

L'evento è stato ampiamente coperto dai media locali.

Foto: RBS TV (tv locale)


Anch'io ho la doppia cittadinanza e il diritto di votare. A volte penso che io non debba votare perché non conosco la realtà politica italiana e non sono così sicuro di fare la scelta giusta, che potrebbe cambiare (per il bene, ma anche per il male) la vita dei miei connazionali residenti in Italia.



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