lunedì 2 gennaio 2017

Le nostre ferie - Parte 1: Chapada dos Guimarães (Mato Grosso)

Cari lettori,

io e Renato siamo appena rientrati dal nostro lungo viaggio, molto stanchi ma anche molto felici ed arricchiti da questa esperienza unica. Adesso è il momento riunire foto e idee per iniziare a raccontare tappa per tappa la nostra splendida (anche se non priva di imprevisti) avventura.

Un omaggio al blog su una spiaggia di Florianópolis...

Come anticipato nel mio ultimo post, domenica 4 dicembre io e Renato abbiamo caricato la macchina e, dopo aver salutato Lucius, siamo partiti in direzione di Chapada dos Guimarães, nel vicino stato (vicino si fa per dire) del Mato Grosso. Siamo partiti da Vilhena intorno alle 7 del mattino e siamo arrivati a destinazione verso le 17 del pomeriggio, percorrendo 819 km.

Dopo aver trovato il nostro camping (Refugio da siriema, telefono: (65) 9246 3017/9273 4632, indirizzo: Rodovia Emanuel Pinheiro, e-mail: niltonspacheco@gmail.com, R$ 25,00 a persona al giorno), abbiamo montato la tenda, preparato un buon caffè italiano e preso contatto con la guida locale per l'escursione prevista il giorno seguente. 






Il camping

A Chapada dos Guimaraes abbiamo infatti contrattato una guida (Márcia Menezes, contatto Whatsapp: (65) 9241 7582, R$ 150,00 il suo compenso giornaliero) per realizzare un'escursione nel Parque Nacional de Chapada dos Guimarães, alla scoperta delle principali cascate del luogo, e poi attendere il tramonto alla fine della giornata. 

Il percorso totale è di circa 8 km, in cui si cammina per 4-6 ore all'interno del cerrado (savana tropicale), ambiente la cui vegetazione è bassa, con pochissima ombra e quindi molto caldo. Il livello di difficoltà è medio, ma persone non abituate a camminare per tante ore potrebbero avere difficoltà. 

La nostra guida Márcia 
Con Márcia, che si è rivelata essere una guida fantastica, profonda conoscitrice di quei luoghi meravigliosi, abbiamo trascorso l'intera giornata. 
In attesa dell nostra guida nella piazzetta centrale di Chapada


L'inizio del percorso
Ananas nativo del cerrado

 




Che immensità!


Dopo 40 minuti di camminata, in cui Marcia ci spiegava che anticamente quella savana era in realtà mare, si arriva all'imponente Cachoeira das Andorinhas, alta 18 metri, così chiamata perché in alcune epoche dell'anno le rondini (andorinhas in portoghese) fanno i loro nidi proprio dietro alla cascata, proteggendo la prole all'interno della pietra. In questa cascata abbiamo fatto un bagno rinfrescante, per poi proseguire con la camminata.




A seguire, abbiamo incontrato la Cachoeira da Prainha, così chiamata perché forma una vera e propria spiaggetta (prainha, in portoghese), luogo ideale per fare il bagno e rilassarsi. 











Ancora più avanti la Cachoeira do Degrau, la Cachoeira do Pulo e la Cachoeira 7 de Setembro.

















Questa è l'ultima cascata in cui rinfrescarsi e recuperare le forze prima di arrivare alla Casa de Pedra, una caverna scavata nella roccia dall'azione dell'acqua del fiume. La leggenda narra che in questa caverna si rifugiarono militanti di vari movimenti di ribellione della storia del Brasile nonché schiavi fuggitivi. Con questa caverna si chiude il circuito del percorso e si ritorna al parcheggio all'ingresso del parco nazionale.




Piante che soffrono autocombustione nel cerrado 

Ingresso della Casa de Pedra






Al termine del circuito delle cascate, abbiamo ripreso la macchina per andare a vedere la famosa cascata Véu de Noiva, letteralmente "velo della sposa", simbolo di Chapada dos Guimarães, e, successivamente, abbiamo pranzato in un ristorante mozzafiato chiamato Morro dos Ventos (molto caro ma di qualità eccellente). 









 


Ristorante Morro dos Ventos














Dopodiché, siamo andati ad aspettare il tramonto in un posto strepitoso chiamato, non a caso, Alto do Céu. 

Fazenda Alto do Cèu


















Di ritorno al campeggio, stanchissimi ma soddisfatti di questa prima intensa giornata di ferie, abbiamo mangiato una feijoada in scatola (da veri campeggiatori!) e siamo andati a dormire, coscienti che il giorno successivo i chilometri da fare sarebbero stati molti di più.


Arrivederci alla prossima tappa!